Il progetto per la costruzione del Teatro Comunale comincia nel 1773, quando il cardinale Legato Borghese ne commissiona il disegno agli architetti Cosimo Morelli e Antonio Foschini. L'insorgere di contrasti e l'avvento a cardinale di Carafa, nel 1778, vedono un cambiamento di progetto e i nuovi lavori sono intrapresi dall'architetto Giuseppe Campana. La costruzione procede fino ad una nuova interruzione in coincidenza del arrivo del nuovo cardinale Spinelli. Il disegno viene dibattuto e ridisegnato per ovviare a problemi quali la scarsità di palchi e le dimensioni troppo ridotte del palcoscenico. Subentrano nuovamente ai lavori Morelli e Foschini e dopo anni di dissertazioni comincia definitivamente, nel 1790, la costruzione attuale, che terminerà nel 1797. L'acquisto dell'adiacente Casa Borsari permette di realizzare un palcoscenico più ampio, tanto da diventare, all'epoca, uno dei più grandi. Opera del Morelli è la Rotonda ellittica che collega il Teatro alla vicina Chiesa di San Carlo, e il prospetto con antistante portico destinato anche ad ospitare varie botteghe. Del Foschini, invece, sono, tra le altre, lo scalone d'onore, gli ambienti del piano nobile e le botteghe. Nel 1798 il Teatro viene inaugurato ufficialmente. Nel 1822, viene creato un collegamento tra il piano nobile e il Ridotto, ovvero una vicina costruzione composta da un ampio ambiente e quattro sale adiacenti, adibita a sala di gioco e lettura. All'interno, la struttura è quella tipica dei teatri all'italiana, il perimetro è composto da palchi disposti su cinque ordini. Le decorazioni dei palchi e del soffitto sono realizzate con affreschi e stucchi da Francesco Migliari a metà Ottocento. I soggetti della sua opera decorativa sono inerenti ai temi sulla patria, su Marte e sulla civiltà antica, con scene, ad esempio, della vità di Giulio Cesare. Grande importanza è dedicata all'acustica. Il Foschini, infatti, sceglie come elemento costruttivo il laterizio, che in termini di resa è come il legno, mentre Migliari crea degli stucchi in rilievo e ricopre i palchi con una particolare vernice, il tutto per garantire un'ottima resa acustica. Negli anni della seconda guerra mondiale il Teatro viene in parte distrutto e adibito a rifugio per gli sfollati, fino ad essere riaperto al pubblico nel 1964. Ingenti lavori di recupero e restauro sono intrapresi nel 1987. Attualmente il Teatro offre una ricca stagione di Prosa, Concerti e Danza.
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