Il Palazzo venne costruito nella seconda metà del Settecento per volere del Duca Don Antonio Manca, aggiungendo ad una costruzione di sua proprietà alcune abitazioni già esistenti. Il progetto venne affidato probabilmente a Valino, ingegnere piemontese, e i lavori terminarono nel 1805, anno in cui morì il committente. Nella seconda metà dell'Ottocento l'edificio ospitò la Prefettura e l'Amministrazione Provinciale e alla fine del secolo divenne di proprietà del Comune di Sassari. La facciata presenta tre ordini di finestre corrispondenti ai tre piani del Palazzo. Le finestre del piano sopraelevato sono architravate e legate tramite lesene alle aperture quadrate del seminterrato. Il piano nobile presenta una serie di finestre con timpani semicircolari e triangolari, mentre le aperture dell'ultimo piano sono caratterizzate da una cornice di stile rococò. Il balcone che sormonta il portale d'ingresso venne realizzato all'inizio del Novecento. La disposizione interna dell'edificio ha subito delle alterazioni rispetto alla struttura originaria in seguito alle diverse funzioni cui venne destinato il Palazzo. All'interno dell'edificio sono conservati arredi e opere d'arte tra cui la scultura raffigurante Bacco bambino, originariamente posta nel cortile interno come decorazione del pozzo, una tela cinquecentesca con la scena del Riposo durante la fuga in Egitto e i busti del Conte di Cavour, di Guseppe Garibaldi, di Giuseppe Mazzini e di Re Vittorio Emanuele II, collocati nell'atrio.
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