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Palazzo Giardino
Città: Sabbioneta
Indirizzo: Piazza d'Armi 1
Telefono: 0375/52085
Categoria: Palazzi, ville e logge
Apertura al pubblico: Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato, Domenica




Numero di visite:
1794 volte
Sito Web: Non disponibile!
Descrizione:
Palazzo Giardino fu eretto nel 1584 come luogo di delizie del Principe e presenta un esterno molto semplice, nonostante sia abbellito da un cornicione di legno. Il nome del Palazzo deriva dal grande parco che lo circonda, il quale era un tempo caratterizzato da banchetti galleggianti, oggi non più esistenti. I banchetti erano allestiti in modo tale che i vassoi che vi galleggiavano contenessero cibi prelibati, che i commensali potevano gustare prelevandoli direttamente grazie alle leggere onde formate da una serie di giochi d'acqua: proprio come accadeva nella villa dell'Imperatore Adriano a Tivoli. Questo splendore è andato distrutto in seguito alle esercitazioni militari dei soldati di Napoleone Bonaparte, che hanno causato l'interramento dei giochi d'acqua. Oggi rimane solamente una scaletta. L'interno si articola in diverse sale e salette in cui chi entra è avvolto da un'atmosfera che richiama l'antica Roma, in quanto Vespasiano Gonzaga aveva ordinato di creare un ambiente suggestivo che gli ricordasse i fasti dell'antichità. Lo splendore dell'antica Roma è rievocato attraverso una serie di affreschi che riproducono le vedute più significative di Roma come il Circo Massimo e il Circo Flaminio. Oltre a questi affreschi sono presenti raffigurazioni di scene mitologiche tratte dalle narrazioni delle Metamorfosi di Ovidio, tutte affidate ad artisti locali che operavano a Sabbioneta. La sala più significativa e rappresentativa del Palazzo è quella in cui un tempo si tenevano le danze, prima fra tutte la Pavona. I balli di un tempo, essendo poco movimentati, non richiedevano spazi particolarmente grandi, perciò la sala non ha dimensioni eccessive, ma è resa più luminosa attraverso un gioco di specchi. I dipinti che la caratterizzano soni inerenti alle feste e ai paesaggi bucolichi, come la caccia al cinghiale, la passeggiata agreste e il parco. L'ambiente più prezioso è invece rappresentato dal Camerino di Enea, che era lo studiolo del Duca ed è costituito da una piccola stanza quadrata e coperta da una volta a cupola. La stanza è caratterizzata dalle raffigurazioni delle storie di Enea, dipinte nel 1585 dal pittore cremasco Carlo Urbino.

Orari: da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00, sabato e festivi dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00.
Ingresso: euro 3,00.
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