Città: Roma Indirizzo: Via della Conciliazione, 33 Telefono: 06/6865435 Categoria: Palazzi, ville e logge Apertura al pubblico: Lunedi, Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato, Domenica
Numero di visite: 2896 volte
Sito Web: Non disponibile!
Descrizione:
Affine per aspetto a Palazzo Venezia, Palazzo dei Penitenzieri venne fatto erigere nel 1480 dal Cardinale Francesco della Rovere: lo stemma della Famiglia è ancora presente nella finestra centrale della facciata e sul pozzo nella corte. Alla morte del Cardinale, il Palazzo passò ad un altro alto prelato, il Cardinale Francesco Alidosi, protetto di Papa Giulio II, sempre della Famiglia della Rovere. Quando esso fu accusato di tradimento, nel 1511, e fatto assassinare dal nipote del Papa, il Duca di Urbino, il Palazzo passò nelle mani di quest'ultimo. Il nome del Palazzo deriva dalla confraternita dei confessori di San Pietro, detti Penitenzieri, che fu istituita nel 1338 con bolla pontificia di Benedetto XII, il quale intendeva con quest'atto proteggere i pellegrini stranieri dalle vessazioni alle quali erano sottoposti a Roma. Spesso infatti essi, per potersi confessare, erano costretti a ricorrere all'ausilio di interpreti, i quali poi pretendevano di essere pagati per mantenere il segreto confessionale. I Penitenzieri occuparono quest'edificio per quasi 300 anni, quando esso venne ceduto alla Scuola Regina Margherita. In tale destinazione d'uso, il Palazzo subì gravi danni architettonici. Nel 1943 esso venne acquisito dall'Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro. L'edificio è anche utilizzato come hotel. La facciata presenta tre piani, dei quali il primo è molto più alto e preminente per la grandiosità delle finestre. I graffiti del '500 che ricoprivano tutta la facciata sono andati perduti, ma sopra il portale seicentesco si trova ancora lo stemma di Papa Clemente XIV. L'ala del Palazzo che è sede dell'Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro è quella che ancor oggi reca le stanze più pregevoli e prestigiose. Tra esse ricordiamo la Sala del Gran Maestro, la Sala delle Stagioni o dello Zodiaco e la Sala dei Profeti. La Sala dei Semidei poi, è l'ambiente più spettacolare e meglio conservato di tutto l'edificio. Essa presenta un magnifico soffitto ligneo a cassettoni policromi e dorati, dipinti a finto mosaico dal Pinturicchio, nel 1490. Le figure sono dipinte su fogli di carta poi incollati sul soffitto, secondo una tecnica simile a quella della miniatura. L'impiego profuso del colore azzurro e dell'oro, rendono questa raffigurazione particolarmente solenne e prestigiosa. Altri affreschi memorabili si trovano al secondo piano, opera di Francesco Salviati, eseguiti nel '500 per incarico del Cardinale Giovanni Salviati. L'ampio cortile del Palazzo è circondato da colonne ottogonali e da una torre al lato, che venne riedificata qualche anno fa, durante lavori di restauro.
Opinioni:
Non è stata rilasciata nessuna opinione, al momento!