La Loggia e l'Odeo facevano parte di un gruppo di edifici più articolato, commissionato dal mecenate Alvise Cornaro, e sono un interessante esempio di architettura rinascimentale a Padova. La Loggia venne realizzata, nel 1524, sulla base del disegno di Falconetto, architetto e amico del Cornaro. La loggia era adibita a rappresentazioni teatrali, molto frequenti in quel periodo per il rinnovato interesse di cui godeva il teatro degli antichi. Rappresenta anche una novità, in quanto viene per la prima volta costruita una Frons Scenae romana, ovvero una scena rialzata e formata da un portico decorato da fregi. L'Odeo venne edificato nel 1530 e vi avevano luogo conversazioni, dibattiti e spettacoli musicali. La struttura, realizzata su modello della villa di Marco Terenzio Varrone, consisteva in una parte centrale a forma di ottagono con ai lati degli ambienti posti in modo simmetrico. La volta dello spazio centrale è decorata con delle grottesche, diffusesi dopo il ritrovamento della Domus Aurea neroniana. Le decorazioni delle stanze laterali sono opera di Lambert Sustris e gli stucchi sono attribuiti ai figli dell'architetto Falconetto. L'edificio rimase una residenza fino al 1968, anno in cui la contessa Giulia Giusti del Giardino donò Loggia e Odeo al comune di Padova.
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